Imparare a conoscere il proprio corpo è fondamentale poiché permette di notare eventuali cambiamenti. In modo particolare, nell’ambito della prevenzione, l’autopalpazione del seno permette di notare cambiamenti nei tessuti che potrebbero essere provocati da noduli e metastasi.
In molti dei casi di tumore al seno è possibile una diagnosi in fasi molto precoci.

Diversi sono i fattori di rischio come gli stili di vita, fattori genetici o l’età. La prevenzione del tumore del seno deve cominciare a partire dai 20 anni con l’autopalpazione eseguita con regolarità. L’autopalpazione non deve sostituire i controlli annuali del seno eseguiti dal ginecologo o da uno specialista senologo e la mammografia biennale dopo i 50 anni o l’ecografia in caso di necessità in donne giovani.

L’autopalpazione può essere effettuata da ogni donna comodamente a casa propria. Permette di ricercare i noduli nella ghiandola mammaria, ma anche di far emergere altri segnali come retrazioni o cambiamenti della pelle, perdite di liquido dai capezzoli, che devono spingere a consultare un medico.
Dai 20 anni l’autopalpazione può essere effettuata una volta al mese tra il settimo ed il quattordicesimo giorno del ciclo. È consigliabile effettuare l’autopalpazione in questo periodo per evitare falsi allarmismi poiché la struttura del seno cambia in base ai cambiamenti ormonali mensili.
Oltre che dal cambiamento ormonale, la struttura del seno potrebbe essere modificata da altri fattori come l’età, il peso corporeo e l’uso di contraccettivi orali.

L’autopalpazione va fatta in una stanza ben illuminata di fronte ad uno specchio. L’autoesame inizia sempre dall’osservazione. Ci si pone dritte e si osservano prima i seni tenendo le braccia lungo i fianchi e dopo poggiando le braccia al bacino e contraendo i pettorali. Successivamente si alzano le braccia e si ripete l’osservazione.
Dopo aver messo un braccio dietro la testa, si palpa la mammella con l’altra mano tenendo le dita distese e cercando eventuali masse anomale o indurimenti. Si ripete anche con l’altro seno. Importante non tralasciare la palpazione del cavo ascellare.
Successivamente ci si distende sul letto con un piccolo supporto sotto una spalla, piegando il braccio sotto la nuca. Con la mano opposta, con le dita distese, si preme delicatamente ed in modo circolare attorno all’areola per individuare eventuali anomalie. Si ripete anche con l’altro seno. Importante verificare, inoltre, che il capezzolo non risulti retratto in modo anomalo. Infine vanno stretti leggermente i capezzoli per controllare eventuali fuoriuscite di liquido.

Se si dovessero individuare indurimento localizzato, protuberanze fisse o mobili o ispessimenti, è bene rivolgersi al medico.